Ritenzione idrica: ecco cosa fare per ridurre il gonfiore alle gambe

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A quante di noi accade di tornare a casa la sera e rendersi conto di quanto siano gonfie le nostre gambe, o di salire sulla bilancia e pensare di aver preso qualche chiletto in più, in un solo giorno, pur non avendo ceduto ad alcuna tentazione alimentare?

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Secondo gli esperti una delle possibili cause che fanno oscillare l’ago della bilancia è attribuibile alla ritenzione idrica.

Ma cos’è la ritenzione idrica?

È una condizione molto frequente e riguarda essenzialmente le donne, che ne soffrono in percentuale maggiore rispetto agli uomini. La ritenzione idrica è da considerarsi come una vera e propria patologia a carico del sistema endocrino, assimilabile quindi ad un disturbo del metabolismo.

In sostanza quello che accade è un accumulo di liquidi all’interno degli spazi tra le cellule che compongono il tessuto adiposo, e si manifesta visibilmente con gonfiore ed edema soprattutto alle gambe.

Ma non sono solo le gambe ad esserne interessate, il ristagno dei liquidi può riguardare anche cosce, fianchi e pancia, e comunque tutte quelle zone predisposte al naturale accumulo di grasso.

Ma non è tutto. Esistono tre forme diverse di ritenzione idrica che possono essere identificate in base alla causa che la determina.

Ritenzione idrica primaria

Questo tipo di ritenzione si manifesta a causa di disturbi a carico del sistema circolatorio o linfatico, che non funzionando bene causano dei rallentamenti al normale afflusso di sangue con conseguente ristagno di liquidi tra le cellule.

Ritenzione idrica secondaria

In questo caso il ristagno di liquidi è secondario ad alcune patologie cardiache, come l’ipertensione arteriosa o a carico del sistema linfatico (linfedema). Può essere secondaria ad una insufficienza renale o epatica, ma anche all’uso di alcuni farmaci (ritenzione idrica iatrogena), al consumo di alcolici, stress eccessivo, fumo, intolleranze alimentari, gravidanza o fattori genetici.

Ritenzione idrica alimentare

La causa principale che ne determina l’insorgenza è relativa all’alimentazione ed è dovuta soprattutto ad un elevato consumo di sodio, soprattutto se non si beve abbastanza acqua. Quando l’apporto di sodio è elevato, vengono trattenuti i liquidi attraverso un meccanismo di compenso che assicura all’organismo lo svolgimento di determinate funzioni vitali.

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Cosa possiamo fare per ridurre la ritenzione idrica e quindi il gonfiore?

Possiamo sicuramente intervenire sui fattori secondari che ne determinano l’insorgenza e
quindi sull’alimentazione e lo stile di vita.

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Una soluzione semplice è quella di sostituire gli alimenti trasformati con alimenti semplici e naturali.

Molti prodotti in scatola ad esempio contengono significative quantità di sodio che dovrebbero essere evitate.

Optiamo per verdure fresche, frutta di stagione, dolci fatti in casa, e condimenti genuini.

Prendiamo in considerazione inoltre l’idea di sostituire il normale sale da cucina con il sale rosa dell’Himalaya, dalle ormai note proprietà bene4che.

Bere molta acqua almeno 8 bicchieri al giorno come consigliato da medici e nutrizionisti. Se non ci riuscite trovate dei sistemi personalizzati atti ad invogliarvi: aromatizzare l’acqua è un ottimo stratagemma, o mettere nella borsa una bottiglietta d’acqua da bere ovunque vi troviate.

La ritenzione idrica può essere anche sintomo di una mancanza di magnesio. L’organismo utilizza questo minerale per svolgere molte funzioni importanti e una carenza può sfociare in un eccessivo accumulo di liquidi.

Se ti accorgi di avere le gambe gonfie, aggiungi alla tua alimentazione i cibi che ne contengono quantità maggiori come noci, avocado, cereali integrali, spinaci o yogurt.

Se l’ago della bilancia oscilla a causa della ritenzione idrica, proviamo a cambiare stile di vita. Abitudini sedentarie influiscono negativamente sulla circolazione: lasciamo l’auto in garage e godiamoci una bella passeggiata a piedi, e se abitiamo al primo piano saliamo due rampe di scale piuttosto che prendere l’ascensore.

È buona norma usare il buonsenso, e nel caso in cui si presentino sintomi persistenti e che accompagnano il gonfiore agli arti inferiori, rivolgersi sempre al proprio medico di fiducia, affinché possa determinarne la causa, attraverso esami clinici e diagnostici.

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Fonte: Sani e Attivi

Disclaimer: Questo articolo non e' destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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