Psicosomatica infantile: come e perché i bambini somatizzano il loro disagio emotivo.

Paolo ha il mal di pancia tutte le mattine prima di andare a scuola, Anna invece deve lottare con la dermatite allergica nonostante le forti attenzioni della mamma. Cosa hanno in comune Paolo e Anna?

I due bambini, attraverso il corpo, stanno esprimendo il loro disagio, un malessere simbolico che coinvolge sia la psiche sia il corpo: Paolo, sta somatizzando inconsciamente la sua difficoltà a “mandar giù” la scuola; anche Anna sta somatizzando, sta pertanto comunicando alla sua mamma che il loro rapporto è troppo stretto, che si sente soffocata dalle sue attenzioni, oppure che l’atmosfera che respira è troppo pesante. Stiamo parlando dunque di disturbi psicosomatici.

Cosa significa somatizzare?

Significa materializzare la paura, l’angoscia, la rabbia attraverso il corpo. L’emozione spostata su un organo o apparato, trova così una via di sfogo e un modo di richiamare attenzione e cure su di sé.

Per approfondire l’argomento leggi:
“Cosa significa somatizzare? Ecco perché il malessere emotivo finisce nel corpo.”

Psicosomatica in età infantile

Le manifestazioni di disagio si manifestano in modo diverso in base all’età, ma in ogni caso si esprimono attraverso i canali comportamentali o fisici. Vale a dire che anche un bambino può manifestare il proprio disagio o attraverso un sintomo fisico oppure attraverso un disturbo del comportamento. Detto ciò, non c’è da stupirsi se un bambino manifesta la propria sofferenza attraverso un malessere fisico di qualsiasi natura, proprio perché non possiede gli stessi canali di espressione degli adulti.

I disturbi psicosomatici dell’infanzia possono essere ricondotti a tre categorie: quelli riguardanti la digestione, quelli della respirazione e quelli cutanei, e sono sempre un modo attraverso il quale i bambini richiedono attenzioni e affetto.

Il bambino in pratica lancia il suo SOS con un sintomo di malattia corporea che vuole parlare di un disagio che lui prova ed e’ dentro la famiglia e l’ambiente. Crescendo il bimbo dispone di mezzi più elaborati per esprimere uno stato di sofferenza psicologica, infatti dopo i tre anni compaiono con più frequenza disturbi del comportamento.

Disturbi psicosomatici nei bambini, gli SOS dei bambini

Tanti sono sin dalla primissima infanzia i sintomi di tipo psicosomatico, molti dei quali tendono a presentarsi in età specifiche in relazione alle fasi di sviluppo del bambino.

Classici sintomi psicosomatici

La “scelta” dell’organo e della malattia non è mai casuale: il bambino inconsciamente sceglie la malattia o il sintomo che meglio rappresenta, a livello simbolico, il suo disagio attuale.

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Dalla prima infanzia procedendo nella crescita possiamo sommariamente citare alcuni disturbi tipici come coliche idiopatiche, vomito, eczema, dolori addominali, enuresi , asma, cefalea, emicrania, disturbi del sonno, dolori agli arti, mancata crescita dei capelli o dei peli sia caratterizzata da placche sulla pelle, fino alla ricordata psoriasi che inonda la pelle stessa di squame secche, brillanti e madreperlacee.

Disturbi psicosomatici nei bambini, cause

Anche se una persona rappresenta un insieme di fattori di tipo biologico, genetico, ambientale interrelati fra loro, i contesti nei quali il bambino è calato rivestono un’importanza cruciale per un suo armonioso sviluppo psicologico; in particolare l’ambiente familiare e le relazioni che intercorrono nel nucleo.

Un clima emotivo negativo all’interno della famiglia, relazioni disturbate e conflitti familiari, incidono negativamente sul benessere del bambino, così come pure avvenimenti traumatici e problemi riferibili a contesti esterni a quello famigliare. Ma non solo, anche avvenimenti apparentemente tranquilli possono innescare un disturbo psicosomatico per esempio, l’ inizio o la ripresa del lavoro da parte della madre, l’ ingresso all’ asilo, la nascita di un fratellino.

I rapporti tra psiche e corpo, sono complessi e lo diventano ancor più nel bambino che usa il proprio corpo per esprimere la sofferenza psicologica. Egli, infatti, accetta la malattia come fuga da un evento ansioso e gravoso che si presenta.

In ogni caso l’impatto sul bimbo di ogni potenziale causa è da mettere in relazione con il grado di vulnerabilità personale , determinato da un insieme di fattori, come sopra esposto. Ogni disturbo, comunque, per essere definito psicosomatico, oltre che essere stato indagato in modo approfondito, deve presentare determinate caratteristiche di ripetitività esacerbazioni o remissioni nel tempo, cioè riproporsi, aggravarsi o anche scomparire.

Disturbi psicosomatici nei bambini, cosa fare

Prima di tutto occorre sentire il parere del pediatra. Nel caso non rilevasse patologie organiche a monte dei disturbi del bambino, bisogna pensare ad altro. L’apparire e il persistere del sintomo psicosomatico può essere infatti il segno di una sofferenza psicologica del bambino che va opportunamente indagata rivolgendosi ad uno specialista che grazie all’utilizzo di particolari tecniche, quali il disegno e/o il gioco, potrà entrare nel “mondo” del bambino, attraverso una comunicazione priva di traumi, accertando i motivi del malessere.

Lo specialista può essere un valido supporto anche per il genitore che vuole imparare a comprendere i segnali d’aiuto lanciati dal figlio, aiutandolo a migliorare la propria capacità comunicativa.
Rispetto al passato, sembra sia aumentata la richiesta di aiuto che i genitori rivolgono agli psicologi infantili, e questo porta a credere che forse i“grandi” abbiano compreso l’importanza di assicurare attenzione e ascolto ai “piccoli”, evitando di lasciare al tempo ed alla crescita la risoluzione dei problemi.

Fonte

Disclaimer: Questo articolo non e' destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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