Lettera a mia figlia: le parole che molti figli (e non solo) dovrebbero leggere.

“Carissima,
se mi sono deciso a scriverti questa lettera è perché le cose sono arrivate ad un punto che oltrepassa la soglia di tollerabilità e il mio dovere di padre mi “obbliga”, nonostante sia contro i miei principi, ad alzare la voce. Non che io per il passato non mi sia mai fatto sentire, anzi! Ma questa volta è diverso: avverto che quello che stai vivendo è un momento cruciale che condizionerà il tuo futuro e, pertanto, voglio rassicurarti che ti sono più vicino che mai e ribadire ancora una volta che, nel presente così come nel futuro, potrai sempre contare su di me.

Ho deciso di scriverti perché come dicevano i latini: “verba volant, scripta manent”, così quando ti sentirai giù di morale, quando il tuo umore scenderà sottozero, quando avrai bisogno di una parola di conforto, quando, semplicemente, avrai voglia di sentire una parola amica, potrai rileggere questa lettera tutte le volte che vorrai.

In questo momento ti trovi di fronte ad un bivio e devi scegliere l’opzione che meglio risponde alle tue necessità. Lo so che non è facile – ci sono passato anch’io – e se potessi ti eviterei questo stress, ma non è possibile. Non posso scegliere io per te. Anzi, già che siamo in tema, ne approfitto per mettere subito in chiaro una cosa: non permettere mai ad alcuno di scegliere per te.

E’ in ballo la tua vita e devi viverla come vuoi tu e non come vogliono gli altri. Perciò, in qualsiasi occasione, devi decidere tu, con consapevolezza. E dicendo con consapevolezza intendo dire che, dato per scontato che la decisione deve essere presa sulla base di informazioni e dati di fatto oggettivi, devi essere altresì pronta ad accettare le conseguenze che deriveranno dalle tue scelte.

Ne abbiamo parlato tante volte… Scegliere non è mai facile: qualunque sia la decisione che prendiamo dobbiamo comunque rinunciare a qualcosa e, rinunciare a qualcosa non è mai facile. E’ un problema comune a tutti gli esseri umani. Nessuno, infatti, può sottrarsi a quest’obbligo: non possiamo avere tutto, di qualcosa dobbiamo pur fare a meno. E’ nell’ordine naturale delle cose!

E dal momento che non possiamo procrastinare all’infinito – ricordi Freud: se hai un problema ignorarlo o negarlo non serve… se non lo risolvi ti sbarrerà sempre la strada – tanto vale intervenire con sollecitudine per scongiurare che un piccolo e innocuo incendio, trasformatosi in un incendio gigantesco e devastante, causi dei danni irreparabili…

Prima di esporti le mie ragioni, anche se può sembrare autoreferenziale, sento il dovere di dirti, soprattutto in considerazione dell’affetto e del rispetto che meriti, che sei una ragazza eccezionale, la figlia che tantissimi vorrebbero avere.

Vederti imbronciata, triste, angosciata… mi si spezza il cuore. A volte vorrei provare a condizionare le tue scelte per evitarti questo stillicidio, ma, considerando che ti procurerei un danno incalcolabile, rinuncio.

Per non venir meno alla mia responsabilità di padre, perciò, mi sforzerò – Signore illuminami affinché io possa premere i tasti giusti – anche a costo di sembrarti “senza cuore”, di trovare le parole che possano avere un effetto terapeutico efficace.

Ad ogni modo tranquillizzati: non ho intenzione di fare un sermone roboante o del terrorismo psicologico a buon mercato… voglio semplicemente formulare qualche considerazione che ritengo possa giovarti per superare questo momentaneo “impasse”.

Dal momento che, “in itinere”, è facile che io possa ritornare su concetti già “triti e ritriti”, per evitare superflue ridondanze che finirebbero per appesantire l’esposizione, riepilogo con una rapida carrellata ciò che negli anni ho sottoposto, in varie occasioni, alla tua attenzione.

Intanto ti prego di non sentirti sul banco degli imputati. Non mi si adatta il ruolo di pubblico accusatore.

Cercherò di individuare la “zavorra” che ostacola il tuo percorso di crescita e di cui devi assolutamente liberarti.

In via propedeutica, voglio sottolineare che essere sempre disponibili e corretti, soprattutto quando ci relazioniamo con persone che al contrario non lo sono, ci procura sofferenze che potremmo benissimo evitarci mostrandoci più risoluti. Anche il fatto di avvertire sensi di colpa per situazioni che non dipendono da noi è deleterio. Quante volte, ad esempio, chiedi scusa quando non è necessario o, peggio ancora, chiedi scusa due o tre volte ripetutamente.

Io credo che una piccola dose di egoismo in più non solo è opportuna ma necessaria. Bada bene, non dico di stravolgere completamente il tuo modo di agire, ma un piccolo cambiamento urge assolutamente.

“Ma in che direzione e in che modo devo muovermi?” potresti chiedermi…

Ebbene, per facilitarti il compito ho preparato un piccolo vademecum, messo a punto per te sulla base della mia esperienza di vita. Non è niente di speciale, si tratta di qualche suggerimento circa le “norme” che potresti seguire nel corso della tua vita finalizzate a scongiurare il pericolo di vivere un’esistenza deficitaria.

Procediamo con ordine.

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Innanzitutto sii consapevole

La consapevolezza è fondamentale perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Dal momento che recentemente ho pubblicato un post sul mio blog su questo tema, per evitare di ripetermi ti allego il link: https://luigilavorgna.wordpress.com/2015/11/05/primo-consapevolezza/#more-403

Tira fuori “gli attributi”

“Tempi duri per i troppo buoni” recitava lo slogan di un vecchio spot pubblicitario, mio nonno, invece, di tanto in tanto, sentenziava: “Buono sì, fesso no!”

Morale della favola: tira fuori gli “attributi”!

Questa affermazione, permettimi la battuta, è condivisa “in alto loco” come dimostra la citazione che segue.

“Malarazza” è una canzone scritta da Domenico Modugno adattando una poesia dialettale di un anonimo siciliano. Ecco la trascrizione reperita in Internet (http://parliamoitaliano.altervista.org/malarazza/):

Un servo, tempo fa, dentro una piazza, pregava Cristo in Croce e gli diceva: Cristo, il mio padrone mi picchia, mi tratta come un cane della strada, si prende tutto con le sue mani, neanche la mia vita dice che è mia. Distruggila, Gesù, questa razza infame! Distruggila, Gesù, fallo per me! … fallo per me!

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Prendi un bastone e tira fuori i denti!

E cristo mi risponde dalla croce: forse si sono spezzate le tue braccia? Chi vuole la giustizia, se la faccia! Nessuno ormai la farà più per te. Se tu sei un uomo e non una testa pazza ascolta bene questo mio consiglio perché io non sarei inchiodato qui se avessi fatto ciò che ti dico.

A buon intenditor poche parole.

A proposito, uno slogan che mi intriga parecchio è: “rispetto per tutti, “piedi in faccia” da nessuno.”

Sii tignosa

Essere tignosi è un altro precetto quanto mai necessario per centrare i nostri obiettivi. Dall’articolo “Devi essere tignoso” pubblicato sul blog “EfficaceMente” sempre da Andrea Giuliodori, in data 30 gennaio 2012, cito testualmente:

Essere “tignosi” significa letteralmente essere: caparbi, testardi, irremovibili, in poche parole “dannatamente determinati”. Insomma, essere “tignosi” significa porsi un obiettivo e perseguirlo con tale forza di volontà che niente e nessuno potrà distoglierti dal tuo traguardo.

Vediamo allora come l’essere “tignosi” può aiutarti a realizzare i tuoi sogni.

Abbiamo visto che il “tignoso” doc è un tipetto “testardo” e “determinato”, ma questo cosa significa nella pratica?

Darsi un obiettivo e metterci “tigna” per raggiungerlo significa:

  • Impegnarsi fino in fondo, dando il 100%, senza sprecare energie per trovare “facili scuse”.
  • Considerare il “fallimento” una tappa imprescindibile del proprio percorso verso il successo e non come riprova della nostra inadeguatezza.
  • Perseguire le proprie mete, nonostante gli ostacoli e gli imprevisti.
  • Fare ogni giorno un passo avanti verso i nostri traguardi, ricordando che la costanza è più importante dell’entusiasmo.
  • Smetterla di perdersi tra mille distrazioni, rimandando continuamente ciò che sappiamo essere necessario per il nostro successo.

“Affronterò la vita a muso duro” cantava qualche anno or sono il cantautore Pierangelo Bertoli. Ecco, è così che va affrontata la vita: l’ho imparato a mie spese.

Piangersi addosso non serve a nulla… tantomeno recriminare sul passato o temporeggiare o procrastinare o accusare gli altri oppure il destino per i nostri fallimenti…

Niente scuse, niente alibi: stringi forte i pugni, alza la testa e con determinazione gioca le tue carte.

Non devi sottovalutarti o sottostimarti

Quante volte abbiamo parlato dell’importanza dell’autostima e sottolineato che se per prima tu non hai rispetto di te stessa, come potranno averla gli altri? Perciò, devi vigilare affinché il livello di autostima non scenda mai al di sotto del livello di guardia: è vitale.

Nessuno a questo mondo è più di te stessa.

“Dulcis in fundo”, infine, devi “metabolizzare” l’idea che, per te, nessuno a questo mondo è più importante di te stessa. Niente e nessuno viene prima della tua felicità.

Devi lasciarti scivolare addosso le cose che possano causarti nocumento

Lotta per le cose in cui credi, non mollare al primo ostacolo e infine, ricordati che non puoi cambiare gli altri ma devi cambiare te stessa e il modo di rapportarti con loro.

Chiudo ribadendo, per l’ennesima volta, che sono fiero di essere tuo padre.

Un in bocca al lupo dal profondo del cuore…

AD MAIORA!!

Ciao, papà.

Fonte: Luigi Lavorgna

Disclaimer: Questo articolo non e' destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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